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“Ho una di quelle Furie laboriose che meritano veramente la Maiuscola, perché mi afferrano, m’agitano per sette e sette ore, poi mi lasciano quasi morto e boccheggiante. Cumuli di lettere non aperte, di giornali vergini ingombrano il mio tappeto. E non v’è altro rumore nel mondo che quello delle mie penne, e non altra bianchezza che non quella della carta di Fabriano.
Lettera di Gabriele d’Annunzio a Emilio Treves, 1° marzo 1903”
Dolci le mie parole
Gabriele d’Annunzio